Associazione culturale "su scusorgiu"
Gilda Lai
Dal Libro "una storia che voglio raccontare" Di Gilda Lai
SU INGANNADORI
Lo chiamavano su ingannadori. Un folletto allegretto che burlava un po' tutti. Nessuno ne aveva paura. Tziu Divino abitava in via Speranza. Tutte le mattine portava le capre al pascolo. Puntualmente lo trovava strada facendo. Giocavano a soldi e stavano assieme per lunghe ore. Una donna che abitava vicino alla chiesa, mentre si recava in campagna, vide per terra, a Genn' `e Serra, un pezzo di stoffa. Contenta lo raccolse per rattopparsi la gonna e lo mise dentro il cestino che portava sulla testa. Cammina cammina, il cestino diventava sempre più pesante. Lo mise, allora, per terra: ne saltò fuori il folletto che con una grande risata argentina scappò via. La donna disse "S'anima tua. Oi puru m'asi collunau" Un'altra donna trovò un gomitolo di lana. Si chiese chi avesse potuto perderlo. Lo portò a casa sua, lo mise sopra il telaio e dopo un po' ne saltò fuori il folletto suonando su sulittu é canna. Prese la scopa per mandarlo via e lui saltava da destra a sinistra suonando e ballando. In quasi tutte le case c'era il telaio con cestini pieni di gomitoli di lana pronti per la tes¬situra dell'orbace. Veniva venduto un po' dap¬pertutto, in continente, in Francia Spagna........ Era un giorno di festa, la gente era riuni¬ta per divertirsi. Non si sa chi né da dove, lan¬ciarono il gomitolo che cadde nel centro della piazza. Tutti si fecero avanti per raccoglierlo. Non fu, però, possibile. Appena qualcuno sembrava avercela fatta, il gomitolo saltava da un'altra parte. Saltava sempre di qui e di là. A un certo punto iniziò a volare, volando si scioglieva e un filo di lana scendeva come una corda e tutti correvano per prenderla. Non ce la fecero: il gomitolo sparì nel nulla. E tutti a gridare "Fudi s'ingannadori" Un ragazzino, dintedì, veniva mandato dalla mamma a irrigare l'orto a pissu de Marràda. Rientrava sempre tardi, quasi al buio. La mamma gli chiese "Di irrigare l'orlo finisci presto, spiegami cosa fai il resto del giorno" e lui rispose "In Taccu Marcùsa c'è un ragazzino che non mi fa passare, vuole che rimanga con lui e giochiamo a soldi" La mamma di nascosto lo spiò: ma non erti un ragazzino qualsiasi. Fudi s'ingannadori!. Istituirono la processione di Corpus Domini. Da allora i folletti non escono più. Un anno, per motivi di salute, il parroco rimandò la processione. Il folletto si fece vedere dalle parti di Istilia. La donna che lo vide, dalla paura, si ammalò. Era passato tanto tempo da quando, tutti, lo vedevano dappertutto e nessuno ne aveva paura. Informarono il sacerdote che si fece sosti¬tuire dal parroco di un paese vicino: fecero la processione col Santissimo e da quell'anno non fu mai più rimandata.



